Dissalazione: i trend di un mercato in crescita

5 marzo 2020

Oggi solo l’1% della popolazione mondiale è totalmente dipendente da acqua proveniente da processi di dissalazione per i propri usi domestici, ma questa percentuale è destinata a crescere rapidamente man mano che aumenta la domanda di questa preziosa risorsa in regioni come l'Asia e il Medio Oriente, secondo uno studio recentemente pubblicato da Adroit Market Research, una società di consulenza indiana.

Le Nazioni Unite prevedono infatti che oltre il 14% della popolazione mondiale affronterà problemi di scarsità idrica entro il 2025.

«Il mercato della dissalazione dell'acqua per fonti d’origine è diviso fra acqua di mare e acqua salmastra», spiega lo studio. «(E) nel 2018 l'acqua di mare detiene la quota di mercato principale e si prevede che guiderà l'industria della dissalazione dell'acqua anche nei prossimi anni».

L’osmosi inversa, il processo che utilizza le membrane per purificare l'acqua, rimarrà la tecnologia dominante per soddisfare questa accresciuta domanda di impianti di dissalazione. «La tecnica dell'osmosi inversa è ampiamente adottata dalle industrie e dalle municipalità per il trattamento dell'acqua di mare", afferma infatti lo studio.

Con investimenti stimati pari a circa 8,6 miliardi di dollari nel 2019, il Medio Oriente è la regione con il più alto tasso di investimenti nella dissalazione dell'acqua, ma la regione Asia-Pacifico vede il più alto tasso di crescita del mercato, pari al 10% all'anno.

La necessità di investire nella dissalazione sta diventando sempre più urgente poiché il divario tra la disponibilità di acqua e la domanda per usi domestici e industriali dovrebbe aumentare al 40% entro il 2030, afferma lo studio. Le ragioni sono molteplici: aumento della popolazione, riduzione dell'approvvigionamento di acqua dolce, industrializzazione, maggiore consapevolezza pubblica della necessità di proteggere le fonti idriche e introduzione di leggi più severe per il trattamento delle acque.

Si stima, ad esempio, che il numero delle persone che vivono in regioni con grave stress idrico aumenterà di 1 miliardo entro il 2030, raggiungendo i 3,9 miliardi su una popolazione mondiale prevista di 8,1 miliardi.

Tali indicatori lasciano presagire una crescita del mercato della dissalazione a livello globale con un ritmo annuo del 9,5%, dai 18,5 miliardi di dollari nel 2019 ai 32 miliardi di dollari nel 2025.

Il segmento basato sulla tecnologia dell'osmosi inversa resterà il leader di mercato, con una quota pari al 55% nel 2019: si prevede che tale tecnologia dominerà il settore anche nel medio periodo, con un tasso di crescita annuo del 10,6%. La crescita di questo segmento è principalmente dovuta alla dissalazione su larga scala di acqua di mare.

Il Medio Oriente e l'Africa sono le regioni più povere di acqua dolce, con solo l'1% del totale stimato al mondo. In queste aree oltre alla dissalazione, sono molto diffusi impianti per il trattamento delle acque reflue. Gli impianti dedicati trattano il 43% delle acque reflue, il tasso più alto tra i paesi in via di sviluppo, quali Algeria, Libia, Marocco ed Egitto. «Questa regione offre le massime opportunità di riutilizzo e riciclaggio delle acque reflue, ma solo pochi paesi come Algeria, Libia, Marocco ed Egitto hanno implementato con successo programmi di riutilizzo e trattamento delle acque reflue».

Nell'area Asia-Pacifico, Cina e India sono i paesi che guidano la crescita del mercato della dissalazione, mentre Giappone e Corea del Sud sono leader nel trattamento delle acque reflue. L'inquinamento industriale in Cina e India, causato dal deflusso di rifiuti nei fiumi e in altri corpi idrici, sta spingendo gli investimenti nel riciclaggio dell'acqua e in altre misure per ridurre questo fenomeno: «A causa di un rapido aumento della popolazione, le persone hanno meno accesso all'acqua potabile, soprattutto nelle aree rurali».

Gli impianti di dissalazione che aiutano ad alleviare situazioni di siccità endemica sono sempre più numerosi. In Sudafrica, Città del Capo ha storicamente lottato con la mancanza di acqua. Nel 2018, la centrale nucleare di Koeberg, gestita dall'utility pubblica Eskom, ha lanciato un impianto mobile di dissalazione delle acque sotterranee per soddisfare le sue esigenze idriche, evitando di sottrarle ai residenti della città. Tsogo Sun Hotel, una società alberghiera quotata a Johannesburg, ha annunciato l'intenzione di costruire un proprio impianto di dissalazione per fornire ai propri ospiti acqua potabile, evitando possibili carenze del servizio pubblico.

Salini Impregilo e Fisia Italimpianti contribuiscono a migliorare la qualità di vita di 14 milioni di persone, grazie a progetti di potabilizzazione, dissalazione, trattamento delle acque e riduzione dell’inquinamento idrico in corso di realizzazione.