Water Analytics:
la nuova frontiera del monitoraggio

16 Maggio 2019

Il dato è la nuova ricchezza. A questa legge della nuova economia interconnessa non sfuggono le utilities, che stanno affrontando una sfida cruciale per il proprio futuro: introdurre sistemi di monitoraggio e controllo dell’intero ciclo dell’acqua.

Tradizionalmente l’acqua veniva vista come un bene illimitato e a costo bassissimo. Il cambiamento climatico, la crescita della popolazione e l’utilizzo sempre più intensivo hanno rovesciato questo paradigma: oggi l’acqua è un bene scarso che deve essere attentamente preservato.

In questo contesto le utilities svolgono un ruolo centrale, perché ad esse è affidato il compito di gestire l’infrastruttura di rete che porta l’acqua a famiglie e imprese. È proprio all’interno di questo ciclo che possono nascondersi inefficienze, sprechi e gap di utilizzo che le nuove tecnologie basate sull’IoT (Internet of Things) e sulla AI (Artificial Intelligence) possono aiutare a conoscere ed eliminare in maniera predittiva.

I sistemi di monitoraggio dinamico e interconnesso possono infatti processare un’ingente mole di dati che provengono da tutti i punti della rete idrica, tenendo sotto controllo i principali KPI (Key Performance Indicators) e valutandone in tempo reale gli scostamenti al fine di prevedere possibili incidenti. Si tratta di un cambiamento cruciale rispetto al passato in cui, tipicamente, le utilities intervenivano a seguito di una chiamata per un guasto, con le relative dispersioni di acqua nell’ambiente.

Non solo: i nuovi sistemi di monitoraggio consentono anche di equilibrare secondo le ore del giorno e le stagioni l’approvvigionamento e la trasmissione dell’acqua, calibrata secondo il consumo.

Un esempio interessante di questo nuovo modo di intendere la gestione dell’acqua da parte delle utilities è rappresentato da Thames Water, che gestisce gran parte dell’infrastruttura idrica di Londra. La società, che si definisce “water smart”, ha completamente automatizzato la gestione della propria rete. Questo consente risparmi di 34 milioni di litri al giorno (*), sia nella dispersione delle acque per rotture e incidenti, sia nella riduzione dei consumi, a causa di un uso più intelligente da parte dei consumatori grazie allo smart metering, permettendo inoltre una maggiore integrazione con i processi di smaltimento.

vitacqua ita

Questa mole integrata di dati ha però un significato più ampio, perché consente di ripensare l’intero business delle utilities dell’acqua. Da semplici gestori passivi dell’infrastruttura esse diventano oggi smart companies, in grado di ripensare il ciclo della produzione attraverso un approccio innovativo e sostenibile:

  • l’acqua non è più solo una commodity e deve essere approvvigionata e distribuita rispettando l’ambiente,
  • i consumatori devono pagare in forma flessibile, non solo sulla base dell’uso
  • l’acqua non deve essere dispersa dopo l’uso, ma riutilizzata, ad esempio per scopi industriali
  • l’infrastruttura è un asset che deve essere messo a disposizione della comunità in maniera trasparente.

Risposte concrete a un mondo ormai consapevole che l’acqua non sarà mai più una risorsa da sfruttare illimitatamente.

(*) Fonte: https://www.thameswater.co.uk/be-water-smart/were-water-smart