Imagine H2O:
il futuro dell’acqua parte da qui

A San Francisco il primo acceleratore per water startup

11 Luglio 2019

Più di 80 startup nel portafoglio provenienti da 30 paesi, collaborazioni con oltre 60 grandi aziende: questi sono i dati più significativi di Imagine H2O, una società non profit basata a San Francisco (ma con una recente presenza anche a Singapore), che ha come obiettivo quello di aiutare startupper e ricercatori a sviluppare idee in grado di risolvere le sfide globali del settore dell’acqua.

Secondo il sito web della società, cinque sono le aree in cui Imagine H20 offre il proprio supporto ai team imprenditoriali per creare soluzioni innovative:

  • la scarsità e la sicurezza dell’acqua, per consentire a tutti l’accesso ad acque pulite,
  • l’efficienza nell’uso dell’acqua, soprattutto in agricoltura, per evitare sprechi,
  • la gestione delle utilities, per migliorare le infrastrutture e ridurre i costi,
  • il monitoraggio e il trattamento delle acque, per sviluppare nuovi metodi di analisi e purificazione,
  • i big data, per utilizzare Intelligenza Artificiale e Machine Learning come strumenti gestionali nel settore dell’acqua.

Il cuore delle attività di Imagine H2O è il programma di accelerazione (giunto alla decima edizione) che prevede un rigoroso processo di selezione delle idee presentate e un duro lavoro di dieci mesi (in remote learning) sulla propria idea imprenditoriale per trasformarla in un modello di business sostenibile. Contrariamente ad altri acceleratori, Imagine H2O non chiede infatti ai partecipanti dei programmi di accelerazione di collocarsi in Silicon Valley. Nimesh Modak, Vice President of Strategy and Business Development della società, nel 2017 ha dichiarato al blog di Sloan, azienda leader nel settore idraulico «Il tema dell’acqua è eminentemente locale. Il nostro obiettivo è di ispirare legami e connessioni per favorire il roll-out commerciale e la dimostrazione dell’efficacia della soluzione tecnologica, che sono le principali barriere alla crescita per le startup nella fase iniziale di sviluppo».

La dimostrazione della capacità globale di attrazione di Imagine H2O sono i numeri del 2019. Per la classe di quest’anno sono state sottoposte oltre 250 idee da 47 paesi, ma solo tredici hanno avuto accesso al programma. I benefici della partecipazione al programma di accelerazione sono molteplici: gli startupper possono consolidare la propria business idea grazie al confronto con mentor e imprenditori di successo, sviluppare al meglio il business plan, fare incontri mirati di fundraising e accrescere la visibilità del proprio progetto. Sempre quest’anno Imagine H2O ha lanciato a Singapore una prima edizione del programma di accelerazione, dedicato alle startup del Sud Est Asiatico, che ha visto la partecipazione di otto progetti d’innovazione.

Il contributo di Imagine H2o non si ferma però al percorso di accelerazione, perché ciò che rende il progetto veramente unico è il “Beta Partner Program”. Sviluppato in collaborazione con importanti gruppi industriali e finanziari (tra cui, per citare i più noti: Wells Fargo, Suez, Pepsico) e utilites (tra cui PUB-Singapore Water Agency, Santa Clara Water District e San Francisco Water Power Sewer) il programma permette agli imprenditori di effettuare un beta test della propria idea presso le infrastrutture di grandi aziende, riducendo i tempi di sviluppo e abbattendo i costi per la misurazione dei primi risultati su campo. L’idea innovativa non resta quindi sulla carta ma viene testata e, in caso di validazione positiva, è pronta per essere commercializzata.

Nel 2018 Imagine H2O ha inoltre lanciato inoltre l’Urban Challenge, una competizione rivolta a idee e progetti per risolvere i problemi dell’acqua nelle megacities.

Grazie a questo modello integrato di accelerazione Imagine H2O è diventato un punto di riferimento per le idee più innovative e disruptive nel settore dell’acqua. Valor Water Analytics, una società che ha partecipato al programma di accelerazione del 2015 e che in breve è diventata leader nel campo dei data analytics per le utilities, nel 2018 è stata acquisita da Xylem, gigante americano nella fornitura di infrastrutture idriche. ZwitterCo, fondata da Alex Rappaport, un giovane ricercatore che a soli venticinque anni è stato finalista alla MIT Innovation Challenge e che ora, con la sua startup, si propone di rivoluzionare il mondo della purificazione dell’acqua con innovative membrane per la nanofiltrazione. Ewater Pay mostra come le sfide globali legate alla scarsità d’acqua possano essere risolte con le nuove tecnologie. Questa startup, attiva principalmente in Africa sub-sahariana, ha sviluppato un dispenser che, unendo Internet of Things, mobile payments e cloud data, permette di conservare e offrire acqua potabile alle comunità rurali in zone povere d’acqua. SmartTerra è una startup di Bangalore specializzata nell’usare l’Artificial Intelligence a supporto delle decisioni delle utilities relative a rotture e malfunzionamenti.

Tamin Pechet, Chairman di Imagine H2O, in una videointervista pubblicata nel giugno 2018 sul sito della Harvard Business School, ha sottolineato come le tecnologie legate all’acqua siano fra le più antiche al mondo e si accompagnino al processo di civilizzazione del pianeta. Ad esempio, a Petra erano già presenti acquedotti. La sfida è ora quella di realizzare soluzioni innovative in grado di creare business sostenibili relativi al modo in cui l’acqua e le acque reflue sono gestite.

Imagine H2O è un acceleratore che ha saputo catalizzare attorno a tema dell’acqua l’approccio tipico di Silicon Valley: creare un ecosistema virtuoso composto da molteplici stakeholder quali talenti innovativi, business angels, venture capitalist, grandi aziende, università, capaci di lavorare in partnership per creare innovazioni in grado di cambiare le nostre vite.