Ripensare il ciclo dell’acqua:
nuove prospettive nella gestione dell’economia circolare

02 Maggio 2019

Oltre 2,1 miliardi di persone non hanno accesso stabile a fonti di acqua potabile. Circa il 40% della popolazione mondiale è chiamato ad affrontare il problema della scarsità di acqua (*).

Ogni anno le reti idriche di tutto il mondo perdono in media tra il 25 e il 30% dell’acqua gestita, per un valore economico di 14 miliardi di dollari. Nei soli Stati Uniti d’America ogni giorno vengono dispersi 22 milioni di litri di acqua potabile (**).

Non disperdere una sola goccia di acqua è il nuovo imperativo globale, concetto chiave della nuova economia circolare legato all’uso dell’acqua. L’aumento dei consumi, dovuti sia alla crescita della popolazione mondiale, sia al migliorato tenore di vita di larghe fasce della popolazione, impone infatti di ripensare integralmente il ciclo dell’acqua. Ma come fare in pratica?

Le strade da seguire sono tre.

La prima considera l’acqua come un prodotto durevole, che deve essere utilizzato il più possibile all’interno di circuiti chiusi. Uno dei più significativi esempi in questo ambito è stata la sfida tecnologica affrontata – e vinta – nell’impianto Pearl, che in Qatar produce e trasforma gas naturale. L’impianto richiede notevoli quantità d’acqua per convertire il gas in idrocarburi liquidi, incluso kerosene. Al fine di preservare l’acqua in un paese notoriamente scarso di tale risorsa, si è concepito un impianto di riciclaggio totale, in grado di processare 45.000 (*) metri cubi d’acqua senza alcuna dispersione nell’ambiente, con il duplice vantaggio di non inquinare e di non richiedere giornalmente nuove risorse idriche.

La seconda considera invece l’acqua come un prodotto consumabile, ma con livelli diversi di utilizzo, in cui sia l’acqua pura, sia quella “grigia” possano diventare elementi capaci di alimentare nuove catene produttive. Un esempio paradigmatico è rappresentato dalla Billund Biorefinery in Danimarca. Questo impianto consiste di due linee produttive complementari: una di trattamento di acque reflue, l’altra di trattamento di biomasse. Queste due linee lavorano insieme: il trattamento delle acque produce biomasse, che vengono utilizzate per generare biogas che a sua volta produce energia elettrica. Un impianto totalmente circolare che sfrutta e non disperde nell’ambiente acque un tempo considerate inutilizzabili o, peggio, inquinanti.

La terza considera l’acqua come una risorsa all’interno di ecosistemi complessi. In questo caso l’acqua diventa un elemento di ambiziosi programmi di conservazione dell’ambiente, in cui ogni risorsa, tra cui appunto l’acqua stessa, può essere utilizzata solo al di sopra di una soglia che lascia intatto il potenziale di conservazione dell’ecosistema. In questa prospettiva i bacini idrici sono strettamente connessi a programmi di riforestazione e protezione dagli incendi, di agricoltura conservativa (in cui un elemento fondamentale è rappresentato dal cosiddetto “no-tillage”, cioè dai sistemi che riducono al minimo l’azione meccanica sul suolo, mantenendo i livelli di minerali al suo interno, fermando l'erosione e prevenendo la dispersione di acqua) e di recupero delle aree aride.

Un esempio pionieristico in questo senso è stato il Catskill Mountain Project, nel Delaware, che ha coinvolto la conservazione di una vastissima area che ora fornisce la maggior parte dell’acqua potabile alla città di New York. La sicurezza dell’acqua comincia da qui, con la protezione del terreno intorno a fiumi, laghi e bacini idrici del territorio. Il comprensorio delle Catskill è per il 40% di proprietà della città di New York, di enti governativi e locali e di enti non profit per la tutela del suolo. Il restante 60% è di proprietà privata, ma regolamentato per impedire lo sversamento di agenti inquinanti. Il progetto supporta cascine e allevamenti nella costruzione di speciali recinti per lo stoccaggio di letame e per impedirne fuoriuscite dannose: un’azione di prevenzione che parte già a monte del percorso dell’acqua e che ha consentito di esentare il bacino delle Catskill dall’obbligo di installare filtri di purificazione.

Come dimostra quest’ultimo caso, l’elemento chiave per una vera economia circolare è rappresentato dalla collaborazione fra pubblico e privato: da un lato la preservazione di un bene comune per le generazioni a venire, dall’altro l’innovazione tecnologica che può garantire soluzioni adatte per gestire in chiave sostenibile una risorsa preziosa e sempre più a rischio.

(*) Fonte Nazioni Unite
(**) Fonte: https://www.shell.com/about-us/major-projects/pearl-gtl/pearl-gtl-an-overview.html