Una seconda vita per l’acqua:
riciclare per preservare ogni goccia.

19 Dicembre 2019

In molte parti del mondo l'acqua è diventata una risorsa così scarsa che ogni goccia ha un grande valore, anche se proviene da acque reflue.

La Turchia ne è un esempio.

Come molti paesi in via di sviluppo, la Turchia ha una difficile sfida da affrontare: garantire acqua a sufficienza per soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita. Istanbul, la città più grande del Paese, con circa 15 milioni di abitanti è uno dei più grandi agglomerati urbani al mondo.

Ma non sono solo le esigenze di una città di queste dimensioni a produrre scarsità d’acqua. Anche il cambiamento climatico gioca il suo ruolo. All’aumento delle temperature, diminuisce infatti anche la poca acqua disponibile nelle zone aride.

Un articolo recentemente pubblicato su “Water Supply”, rivista dell’International Water Association, mostra come la situazione in Turchia stia diventando molto difficile.

«La Turchia – si legge nell’articolo – soffre oggi grave carenza idrica. Questo perché il boom demografico e il rapido processo di industrializzazione hanno prodotto un forte aumento della domanda. In aggiunta, nei prossimi anni anche la domanda di acqua per fini agricoli e per usi industriali è destinata ad aumentare in modo significativo».

A questi bisogni si aggiunge la domanda di acqua potabile, che dai 7 miliardi di metri cubi del 2012 dovrebbe raggiungere i 18 miliardi nel 2023. «A causa dell’aumento dei consumi, della siccità e dell’inquinamento – dice l’articolo – la quantità di acqua attualmente disponibile in Turchia non riesce a far fronte ai bisogni della popolazione».

Di fronte a questa prospettiva, il Ministero dell'Ambiente e dell'urbanizzazione del paese sta studiando progetti per il riutilizzo dell’acqua per usi agricoli, di irrigazione ambientale e per altri scopi, fissando precisi obiettivi.

Si propone che il 5% dell’acqua riciclata - o riutilizzata – sia diretta all'irrigazione agricola, all'approvvigionamento idrico sotterraneo, all'irrigazione per scopi urbani e all'irrigazione per zone umide e fiumi, tra gli altri usi.

Un post pubblicato il 12 novembre scorso sul blog di Scientific American, la popolare rivista scientifica statunitense, non potrebbe essere più favorevole all'idea di riciclare le acque reflue. «Il riutilizzo dell'acqua è locale, sostenibile ed economico perché è disponibile anche in condizioni di siccità e causa minori danni ambientali rispetto ad altre soluzioni di approvvigionamento idrico come dighe, bacini e canali».

Per supportare il Ministero dell'Ambiente e dell'urbanizzazione a raggiungere l'obiettivo di utilizzare il 5% di acqua riciclata si sta realizzando un impianto di trattamento delle acque a sud di Istanbul, vicino all'aeroporto internazionale Atatürk, che ha adottato le più recenti tecnologie. Invece di riversare le acque nel mare, l’Atakoy Advanced Biological Waste Water Treatment Plant ha introdotto un ulteriore ciclo di trattamento delle acque, che consente loro quindi di essere usate per scopi quali la pulizia strade e l’irrigazione. Questo risultato è ottenuto grazie all’utilizzo di una tecnologia a membrana chiamata Membrane Bio-Reactor (MBR), innovativa per la Turchia.

L’istallazione della tecnologia MBR presso l’impianto gestito dalla Istanbul Su ve Kanalizasyon Idaresi, l’utility idrica cittadina, è il risultato di due anni di lavori condotti dalla Fisia Italimpianti (controllata da Salini Impregilo e leader mondiale nella realizzazione di progetti di trattamento delle acque, inclusa la desalinizzazione) con il partner locale Alkataş Inşaat ve Taahhüt.

Avviati nel 2016, i lavori hanno portato alla modernizzazione dell’impianto aggiungendo una nuova ala destinata al trattamento e dotata della tecnologia MBR.

Nonostante la modernizzazione della parte già esistente dell’impianto debba essere ancora completata, la nuova ala destinata al trattamento biologico delle acque è attiva dalla fine dello scorso anno, e in grado di riciclare 240mila metri cubi di acqua al giorno per usi residenziali e industriali. Il trattamento realizzato solo con la tecnologia MBR permette invece il riciclo di 20mila metri cubi al giorno, in futuro destinati a diventare 30mila.

Si tratta ancora di un volume residuale, ma tuttavia rilevante, rispetto alla capacità complessiva che arriverà ad avere l’impianto una volta portati a termine gli interventi in corso. Parliamo in totale di 600mila metri cubi di acqua trattata in un giorno contro i 360mila metri cubi trattati giornalmente da quando è stato inaugurato nel 2010.

È uno degli impianti più grandi di questo nel tipo nel paese, che ha l’obiettivo di gestire le acque reflue di circa tre milioni di abitanti, residenti nei sobborghi cittadini quali Bakırköy, Bahçelievler, Bağcılar, Başakşehir, Küçükçekmece e Sultangazi, ubicati sulla sponda europea di Istanbul.

Per dare un’idea del ruolo che avrà in futuro questo impianto ricordiamo che la sua capacità di trattamento sarà pari al 10% dei 5,8 milioni di metri cubi che ogni giorno vengono gestiti in tutti gli impianti attivi nella provincia di Istanbul.

Il modo tradizionale di trattare le acque reflue prevede di separare il fango in elementi solidi e liquidi mediante il cosiddetto “activated sludge model”. Con la tecnologia MBR si aggiunge un ulteriore elemento mediante l’installazione di membrane con pori più piccoli che consentono un secondo filtraggio dei liquidi. In questo modo l’acqua diventa ancora più pura.

Nonostante ciò resta ancora molto da fare. L’articolo di “Water Supply” cita infatti uno studio governativo condotto nel 2017 secondo il quale solo 15 dei 1.015 impianti di trattamento turchi sono in grado di riciclare l’acqua. Nello stesso anno, inoltre, l’acqua riutilizzata dopo il trattamento è stata pari a 30 milioni di metri cubi, appena l’1% del totale delle acque reflue urbane trattate.